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Visualizzazione dei post da 2017

30 anni di cicloni tropicali in 3 minuti

Modello di impatto Climada (risoluzione spaziale: 10 km), Centro per la modellizzazione dei sistemi climatici C2SM, Tarun Chadha & David Bresch, 2017.

L'animazione mostra tutti i cicloni tropicali degli ultimi trent'anni (1987-2016) mentre avanzano e colpiscono aree esposte, con i relativi impatti cumulati nel tempo rappresentati con colori luminosi (che mostrano, quindi,  il totale dei danni accumulati in ogni luogo nel periodo 1987-2016).
Per dettagli sul modello di impatto, si veda Bresch, 2014 e Gettelman et al. 2017.

Cyclone data: IBTrACS, NOAA
Background data: MeteoSwiss, NASA Earth Observatory (NASA Goddard Space Flight Center)

Di re nudi

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Guest post di Peter Schiesser

Bondo, Houston, Orlando, Livorno, India-Nepal-Bangladesh: l’attualità porta le catastrofi naturali in primo piano. Se nel sud-est asiatico è una triste tradizione che centinaia di persone perdano la vita a seguito di alluvioni (così da non accorgerci nemmeno che queste, con 1200 morti, sono le fra le peggiori degli ultimi decenni), in casa nostra ci sorprendiamo di vedere cadere 4 milioni di metri cubi di roccia in un sol colpo, mentre allarmati volgiamo lo sguardo verso l’America, a Houston e in Florida. E, credo tutti, ci chiediamo: è a causa dei cambiamenti climatici? È il permafrost che fonde, o i ghiacciai che si ritirano? Sono movimenti rocciosi in atto da secoli o migliaia di anni?
Risposte certe non ci sono: come si fa, per esempio, a provare che gli uragani Harvey e Irma non ci sarebbero stati senza i mutamenti climatici, sapendo che il Mar dei Caraibi ne genera ogni anno? Tuttavia, crescente intensità e frequenza di fenomeni naturali catastrofic…

Avanti a tutta "pausa"!

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Prendi gli anni recenti, quelli della cosiddetta e famigerata "pausa" del GW e quelli antecedenti, quelli del cosiddetto "GW accelerante a causa del Nino del 98", quelli insomma prima del global cooling psichedelico dipinto dai soliti che stanno fuori dal mainstream (e che oggi fa tanto figo...).
Due periodi della durata simile (18 anni), entrambi in realtà con un episodio di El Nino strong simile verso la fine (1997/98 e 2015/16), quindi con una certa robustezza anche dal punto di vista della variabilità interannuale. E prova a compararne i trend.








        Dataset                  1981-2000                          2000-2017                    HadCRUT             0,17±0,12 °C/dec               0,19±0,13 °C/dec GISTEMP             0,14±0,12 °C/dec               0,21±0,13 °C/dec
E in troposfera? Vediamo RSS TLT:



Più incertezza (l'intervallo, in entrambi i periodi, è più grande del trend), ma in sostanza una situazione simile, con il secondo periodo solo leggerment…

Houston, we Ha(r)ve(y) a problem!

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Quasi 1 metro e 30 cm di pioggia che, si stima, potrebbe cadere entro giovedì, 60 cm di acqua già caduta in 24 ore, record per il TX. Allagando tutto, trasformando le strade in fiumi, con impatti notevolissimi.
Queste le cifre nude e crude di un uragano non fra i più potenti ma tremendamente "efficace" nel riversare acqua a ripetizione e particolarmente persistente e "duro a morire", nonostante il landfall.

Come sempre: un singolo evento meteorologico, ovviamente, non può essere e non sarà mai una conseguenza del cambiamento climatico.
Tuttavia: lo stato dell’atmosfera e degli oceani è mutato, a causa degli squilibri nel bilancio dei flussi di energia; gli eventi meteorologici sono influenzati da un clima mutato perché le condizioni ambientali al contorno nei quali si manifestano sono diverse rispetto a prima,  più calde (atmosfera, oceani), più umide (atmosfera), con meno massa glaciale (zone artiche)...
Quindi: condizioni climatiche mutate sono in grado di influ…

Lo sporco lavoro del GW

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Fonte del grafico in video

Due fenomeni diversi e apparentemente disgiunti, due fenomeni recenti che solo in apparenza non hanno nulla a che fare con il GW. E invece...


Macedonia di frutta marcia

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Gira da giorni un grafico "curioso" (vedi qui sotto) che, nel tentativo di mostrare la tendenza della cosiddetta "Temperatura globale media" (Tgm, non si capisce bene se effettiva o come scarto di una misteriosa media standard, se al suolo o in cielo...) mescola mele e banane a volontà e invece di ottenere l'effetto voluto ne ricava una macedonia. Per di più anche piuttosto rancida e in via di fermentazione...

Eclisse sul gran massimo solare moderno

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Eclissi totale di sole, stasera, visibile però solo in Nordamerica.
Questo è un post collaterale a quanto Zeke Haufstather (Berkeley Earth) ha pubblicato pochi giorni fa su Carbon Brief, in occasione dell'eclisse sopra gli USA.


Il sole è la fonte quasi esclusiva di energia della Terra e della nostra civiltà. È quindi essenziale capire il suo effetto sul clima terrestre. Il riscaldamento globale registrato non può essere spiegato con la semplice attività solare, devono pertanto essere predominanti altre cause, fra cui - come si sa -  la più probabile è l’attività umana di produzione di energia da fonti fossili (vedi anche qui e qui). È quanto indicato e ribadito anche in occasione della 29esima Assemblea generale dell’Unione astronomica internazionale (tenutasi ad Honolulu due anni fa), in una speciale conferenza stampa durante la quale è stato presentato il risultato finale delle ricerche sul ciclo solare. In questa scoperta ha avuto un ruolo anche la Specola Solare Ticinese di Lo…

Clima più estremo? V — Heatwaves alpine

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1991, 1994, 1998, 2003, 2006, 2009, 2012, 2015, 2017.  Cosa rappresentano queste nove date?

Risky shift

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Troppo spesso fingiamo di non accorgerci del cambiamento climatico, ma questa volta gli effetti del riscaldamento globale rischiano di essere così evidenti da non poterci più nascondere. Riguardano il rischio di inondazioni. Il dato è chiaro: il cambiamento climatico anticipa il calendario delle inondazioni in Europa in buona parte d'Europa (vedi figura sotto, aree 1 e 3, h/t roberto kersevan, vedi commenti sotto), con conseguenze pericolose per l'uomo. È la conclusione a cui giunge una ricerca appena pubblicata, frutto di analisi lungo 50 anni in tutta Europa.

Bianco vs rosso 1-0

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L'abete rosso in Svizzera è molto più a rischio di quanto si pensasse: questa specie, infatti, avrà difficoltà ad adattarsi all'innalzamento delle temperature e alla siccità, le condizioni climatiche previste nelle future estati alpine. Lo rivela un recente studio del WSL.
Un rischio per l'economia forestale svizzera, orientata proprio prevalentemente a questa specie. Faggio, abete bianco e soprattutto abete rosso sono infatti i pilastri dell'industria svizzera del legno.
Ma come reagiscono e soprattutto quanto resistono ai cambiamenti climatici?

Ghiaccio che cola

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L'ondata di caldo tropicale appena conclusa - la terza nella regione alpina in questa infuocata estate e magari nemmeno l'ultima... Update 18/8: facile profezia, la mia, siamo alla quarta, cvd; Update 27/8: quinta!, siamo ai livelli del 2003, come numero di ondate, non come persistenza delle stesse e come punte delle T massime - non ha risparmiato neppure stavolta l'alta montagna. Nel versante sud delle Alpi si sono toccate punte di temperatura massima di 20 gradi a 2000 metri e l'isoterma dello zero è schizzato a 4600 metri. Una caratteristica, quest'ultima (l'isoterma che gravitava vicino ai 5000 metri), tipica delle numerose heatwaves che hanno connotato quasi tutte le estati alpine dell'ultimo decennio (vedi uno dei prossimi post che pubblicherò, vedi anche qui). Il glaciologo Giovanni Kappenberger - incontrato qualche giorno fa in parete mentre arrampicava sotto un piccolo ghiacciaio della parte meridionale delle Alpi svizzere - ha spiegato che, a far…

In fusione antartica

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Mentre il grande continente bianco rinverdisce, perde sempre più pezzi del suo capitale.

Il National Geographic ha un bell'articolo dedicato alla "morte dei ghiacci antartici" (c'è anche in formato cartaceo nell'edizione italiana di questo mese), il video postato in chiusura viene da lì.

Letture al caldo

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Un libro di narrativa e uno di saggistica, come consiglio estivo da portare sotto l'ombrellone o in riva alla sorgente mentre ci si immerge i piedi nelle fresche acque di montagna.
Giusto per esecrare il trend o le future canicole o...per ricordarci che, in fondo, siamo sempre ancora all'inizio dell'estate.

Clima più estremo? IV — Heatwaves, conseguenze globali e letali

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Mentre anche il Regno Unito è toccato dalla canicola rovente di questo rovente mese di giugno (nell'Inghilterra meridionale questa settimana sono state raggiunte temperature attorno a 35 °C dopo che il paese sta già subendo il suo più lungo periodo continuo di temperature elevate da decenni e le temperature estreme hanno portato ad una parziale liquefazione del manto stradale di alcune vie di comunicazione), esce uno studio importante sulle conseguenze future delle heatwaves (noi ne avevamo già parlato, a livello locale, qui). Sembra "telefonato" in particolare per quelli delle "analisi costi-benefici" che partono sempre dalle conclusioni che "tanto comunque ne uccide di più il freddo".

Polveri d'incendio dal Portogallo

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Il gigantesco incendio di foresta a Pedrogao Grande, in Portogallo, è scoppiato sabato pomeriggio e non è ancora completamente domato. È stato uno dei più mortali della storia del Portogallo con più di 60 morti. Le ceneri da esso prodotte si sono sollevate per diverse migliaia di metri in altezza e si sono diffuse su una gran parte dei cieli d’Europa, e perfino sopra la Svizzera. Il loro tragitto fino al nostro Paese è durato 4 giorni.

Clima più estremo? III — Heatwaves, feedbacks

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Global warming: The role of soil moisture from Climate Science Visuals on Vimeo.
Come già visto qui, gli estremi termici più caldi, su scala regionale, sono previsti aumentare più fortemente rispetto alle temperature medie globali, con cambiamenti significativamente maggiori del livello dei 2 °C di riscaldamento globale che la comunità internazionale si è prefissata di non superare. E, come già detto nello stesso post, le ragioni vanno ricercate soprattutto nel potente ruolo esercitato dai feedback di natura termo- e idro-dinamica.
Fra questi, molto importante è infatti il ruolo esercitato dalla relazione fra umidità dei suoli e temperature attraverso il bilancio dei flussi di energia. Questo tipo di feedback contribuisce in modo significativo al riscaldamento amplificato dei giorni più caldi rispetto a quello delle temperature medie globali e il suo contributo raggiunge più del 70% in vasti territori ampiamente popolati delle medie latitudini boreali come l'Europa centrale e la p…

Una ciarlatana da un bullo

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Comico il video segnalato oggi da Ugo Bardi. Più che la risposta di Rampini, trovo interessanti le "argomentazioni" della ciarlatana di turno.

L'isola di calore alpino

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Non ci sono città, palazzi, industrie et al. sulle Alpi. Non ci sono a 2000 m di quota, figurarsi a 4000.
Eppure si sente ancora dire che le canicole e le ondate di calore estive sono tali sopratutto a causa delle famigerate isole di calore urbano.

Clima più estremo? II — Heatwaves, conseguenze

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Che conseguenze avrà il riscaldamento globale sulle estati svizzere? Che effetti provocherà l'aumento della frequenza delle temperature estreme più calde?
Queste le domande a cui ha dato risposta, pochi giorni fa a Berna in un convegno, un team di climatologi che ha informato i decision makers su questo attuale e scottante tema.
Le risposte degli scienziati del clima sono state piuttosto sgradevoli: ondate di calore estreme, come quelle verificatesi nel 2003 e nel 2015, diventeranno più comuni, più intense e dureranno più a lungo. Con conseguenze fatali (vedi anche qui).

Il giro del Polo Sud in 88 giorni

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In questo documentario andato in onda un mese fa alla trasmissione scientifica RSI "Il giardino di Albert" viene seguito il team internazionale di scienziati nella prima, straordinaria missione scientifica svizzera in Antartide (ne abbiamo già parlato qui e qui).

Anche senza Trump

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La Svizzera non farà la fine degli Stati Uniti. A meno di una settimana dalla decisione del presidente Donald Trump di ritirarsi dall’accordo di Parigi, il parlamento elvetico ha ratificato il primo accordo universale e giuridicamente vincolante sul clima. Oggi, la Camera dei Cantoni (camera alta) ha accettato l’intesa internazionale con una decisione schiacciante di 39 voti favorevoli e 3 contrari (2 astensioni), allineandosi così alla Camera del Popolo, che si era espressa sul dossier in marzo. La Svizzera è così il 149° paese a ratificare l’accordo. L’obiettivo di Berna - definito «ambizioso, ma realistico» dalla ministra dell’energia Doris Leuthard - prevede di dimezzare le emissioni di CO2 entro il 2030, rispetto ai valori del 1990. Le riduzioni dovranno avvenire per almeno il 60% in Svizzera, mentre per il restante 40% potranno essere realizzate tramite progetti all’estero. Dal canto suo, l’Unione Europea si è fissata un obiettivo di riduzione del 40%.

Non riscaldiamoci troppo

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Giunge notizia di un'intervista pubblicata qualche settimana fa su un giornaletto locale ad un sedicente "climatologo" a me sconosciuto e che avrebbe collezionato una serie di perle rare. Una di queste è stata ripresa a mo' di sfottò da un altro giornale settimanale nella sua rubrica ironica di copertina.

Drump it out!

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La retromarcia di Trump sull'accordo di Parigi surriscalda la paura del futuro e non poteva non suscitare indignazione in tutto il mondo e reazioni disparate nel mondo scientifico, economico e anche politico. Gran parte di queste reazioni sono però unanimi nel condannare una decisione così scellerata ed idiota. America behind, altro che America first, adesso!

Cominciamo con una raccolta di pareri di meteorologi, climatologi ed esperti svizzeri che spiegano quali saranno gli effetti immediati e quelli futuri.

L'attentatore di Parigi

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Meltlandia in time lapse

G7 e clima: contraddizioni e gravi danni

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Guest post di Luca Mercalli

Siamo ancora convinti che i vertici di capi di stato come il  G7 siano utili? Che i temi che vi si dibattono in frettolose conversazioni più attente alle telecamere che alla concretezza siano ben posti? Che le promesse che vi si fanno vengano mantenute?

Per fortuna che son farlocchi...

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...'sti modelli. Ma proprio dei gran farlocchi...

P = ¬P

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Dunque, dicevano certuni tempo fa su un blog amico:
in Svizzera poche settimane fa hanno votato contro una centrale eolica...ovviamente nessuno ne ha parlato sulla stampa “ambientalista”, in compenso sul referendum anti-nucleare, perso dagli anti-nucleari, ne sentiamo parlare come se avessero vinto gli anti-nucleari….  Un condensato di logica paradossale alquanto efficace, in effetti.

Clima più estremo? I — Temperature

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Parto con quanto già scritto nel primo post introduttivo della serie dedicata agli eventi estremi. Ogniqualvolta si dice che il GW aumenta gli "estremi", occorrerebbe distinguere tra i diversi aspetti del problema:

1) aumento della frequenza delle temperature estreme più calde che deriva da un aumento della media della distribuzione della temperatura senza cambiamento nella forma della distribuzione o nelle correlazioni temporali;

2) aumento delle precipitazioni estreme che risulta da un aumento dell'umidità atmosferica, questo a sua volta derivante dall'aumento della saturazione della pressione di vapore in conseguenza del riscaldamento e senza cambiamenti nei venti che convergono umidità nella regione di interesse durante questi episodi di precipitazione estrema;

3)cambiamenti nella frequenza delle tempeste o nelle anomalie climatiche a bassa frequenza, come la siccità, derivanti da variazioni nella circolazione atmosferica o oceanica su larga scala;

4) cambiamenti…

Farlocchi tarocchi vs farlocchi DOC

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Questioni di lana caprina

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Gli effetti sul trend termico globale delle correzioni / omogeneizzazioni dei dati di superficie sul mare hanno prodotto un leggero abbassamento, come già visto qui:

Too extreme not to march?

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La Giornata della Terra, che si celebra oggi 22 aprile per la 47esima volta, è stata voluta dalle Nazioni Unite per riflettere sulla necessità di conservare le risorse naturali e la salvaguardia dell'ambiente.

Fino a un miliardo di persone vengono coinvolte dall'evento, celebrato per la prima volta nel 1970, che si concentra su temi come l'inquinamento, la distruzione degli ecosistemi e la scomparsa di specie animali e vegetali.

(S)botta e risposta

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Un esempio di pregiudizio sul ruolo climalterante della CO2 dai quotidiani della Svizzera italiana degli scorsi giorni. Sul Corriere del Ticino (CdT) dello scorso 8 aprile (vedi prima immagine sotto) e su quello dell'altro ieri (vedi seconda) due lettori sbottano sul tema infarcendo le loro lettere con le solite trite e ritrite argomentazioni farlocche non prive delle ben note fallacie logiche che si incontrano in questi casi. Ho evidenziato in rosso i fulcri dell'argomentazione e ho proposto qui sotto una succinta risposta per puntualizzazione sistematica. È una versione leggermente ampliata della lettera di risposta inviata al CdT.

Le glaciazioni del Pleistocene

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Nei commenti del post dedicato all'Eemiano, Alberto si chiedeva come mai in tutto il Pliocene non sembrerebbero esserci state glaciazioni e queste sono invece partite a metà circa del Pleistocene. Una domanda importante e di difficile risposta, una delle "Big Questions" che ancora oggi connotano le geoscienze e vengono sollevate ogniqualvolta si affinano le ricostruzioni paleoclimatologiche.
Vediamo di tentare una sintetica spiegazione di quell'ancora poco che ad oggi si sa a riguardo.

Fondi per l'Africa preda della siccità

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Assieme alla Società svizzera di radiotelevisione (SRG SSR), e con il sostegno della presidente della Confederazione svizzera Doris Leuthard, la Catena della solidarietà indice oggi, martedì 11 aprile, una giornata nazionale di raccolta fondi a favore delle vittime della carestia in Somalia, Sudan del Sud e Nigeria.


L’Africa orientale è confrontata con la siccità più grave degli ultimi 60 anni. Se non si interviene, milioni di persone rischiano di morire di fame, scrive la Catena della solidarietà. Secondo l’ONU, indica la fondazione svizzera, in Africa si sta profilando «la più grave crisi umanitaria dalla Seconda guerra mondiale».

Eemiano a.k.a. Riss-Würm 2.0

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Le temperature della superficie degli oceani nell’ultimo periodo interglaciale - il periodo Eemiano o Riss-Würm,  compreso fra 129.000 e 116.000 anni fa - erano molto simili a quelle di oggi. Un dato preoccupante, visto che allora il livello dei mari era superiore di 6-9 (±1) metri rispetto a quello attuale (vedi anche quiqui). Lo spiegano i ricercatori guidati da Jeremy Hoffman, della Oregon State University di Corvallis, in uno studio uscito qualche settimana fa su «Science».
Con circa un grado in più rispetto alle temperature medie globali che avevamo un secolo fa (quando queste erano circa un grado in meno di quelle odierne), l'ultimo periodo interglaciale, in effetti, si pensa che sia stato tanto caldo come quello attuale (vedi immagine sotto: di questo passo, entro fine secolo raggiungeremo il picco termico degli ultimi 5.300.000 anni, ad inizio/metà Pliocene!).

Soffici nuvole

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La giornata mondiale della meteorologia, ieri, ha avuto quest'anno come tema le nuvole e la loro - per certi versi - ancora piuttosto difficile comprensione nell'ambito delle simulazioni climatiche. Un post dedicato alle nubi, dunque.

Un quarto di secolo di acqua

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Oggi, giornata internazionale dell'acqua, si festeggiano i 25 anni di sensibilizzazione su questo importantissimo tema. Istituita dalle Nazioni Unite nel 1992 con l’obiettivo di sensibilizzare e promuovere azioni concrete per la tutela delle risorse idriche, la giornata di quest'anno ha come tema il waste water. Tecnicamente, con tale termine si indicano i reflui che vengono scaricati nei corsi d’acqua dagli impianti di depurazione civili e industriali; in senso più ampio, invece, ci si riferisce a tutte le acque inquinate che raggiungono quelle superficiali. Vedi anche qui.

Foreste e clima

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Oggi, giornata internazionale delle foreste (quest'anno il tema è "foreste ed energia", vedi anche qui per un excursus inter-disciplinare), dopo parecchio tempo torno a parlare di foreste e clima (vedi per es. qui o qui).
Da qualche anno ci sono in rete anche interessanti e utili mappe che mostrano la situazione generale: questa per esempio mostra i principali hotspot della deforestazione, quest'altra dell'università di Maryland  (commentata qui) mostra il cambiamento globale della copertura forestale nell'ultimo decennio e mezzo. A proposito di quest'ultimo istituto: la recente pubblicazione di Potapov et al. ha mostrato come fra il 2000 e il 2013 sia sparito globalmente il 7,2% delle foreste vergini, se ne è andata infatti una superficie di più di 900 mila kmq di selve incontaminate (un'area grande come il Venezuela), i 3/5 della quale nelle zone tropicali (vedi slide sotto con la sintesi del lavoro).

Ai confini del mondo

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90 giorni per circumnavigare l’Antartide ed effettuare migliaia di esperimenti scientifici alla ricerca delle complesse interazioni esistenti fra il clima, l’oceano e l’affascinante continente australe, un universo decisamente ancora poco conosciuto ed indagato.
Era questo l’obiettivo dell’ACE (Antarctic Circumnavigation Expedition) la missione di ricerca guidata dal neonato Istituto polare svizzero che ha concluso il suo viaggio proprio ieri a Città del Capo in Sudafrica.
Noi ne avevamo già parlato qui (nella seconda parte del post).

Storie di anticipi

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La primavera boreale anticipa il proprio inizio sul calendario come mai in precedenza da quando è iniziato il monitoraggio ambientale. Nelle regioni artiche, inizia in media 26 giorni prima rispetto ad un decennio fa e questo sta causando problemi al ciclo naturale delle piante e alla fauna selvatica, come mostra uno studio recentemente pubblicato. Alle medie latitudini, sta anticipando meno velocemente rispetto a quelle più a nord (in media con una velocità di un ordine di grandezza inferiore), ma sempre troppo rapidamente rispetto al naturale equilibrio dei vari ecosistemi. Le evidenze vengono da questi testimoni silenziosi, le specie naturali che rispondono ai segnali del clima. La scienza relativamente giovane della fenologia - la registrazione della data di calendario del primo germoglio, del primo fiore,  del primo comportamento di nidificazione e dei primi arrivi di uccelli migratori -, nel corso degli ultimi decenni, ha più volte confermato i timori meteorologici del riscalda…