giovedì 27 ottobre 2016

Chomsky sull'America e il GW


È considerato il maggior linguista vivente e il più influente intellettuale al mondo. Malgrado i suoi 88 anni, Noam Chomsky rimane al fronte intervenendo con regolarità su questioni accademiche nel campo della linguistica e soprattutto sulle vicende politiche che vedono impegnate la superpotenza americana, che il professore del MIT considera senza indulgenza alcuna come all’origine di molti dei mali e di molte delle guerre che attanagliano intere regioni del pianeta. 

In questa intervista realizzata dal giornalista Roberto Antonini per la trasmissione radio della RSI "Laser" l’intellettuale di Boston si sofferma sull’attualità politica, affrontando questioni legate al controverso bilancio della presidenza Obama e alla tornata elettorale 2016 che presenta aspetti di grande rilevanza e candidati dal profilo inedito. Cosa e chi rappresenta Donald Trump? Perché molto americani lo hanno scelto? E cosa porterà al mondo, in caso di vittoria, Hillary Clinton, nota per la sua impostazione aggressiva in politica estera? Un’occasione dunque per sentire una delle voci più influenti della nostra epoca. E per me che lo leggevo già una trentina di anni fa, un vero piacere riascoltarlo.

mercoledì 26 ottobre 2016

"Ci ho due", ne bastava uno

ClimateInteractive.org

Per la prima volta a livello globale, nel 2015 l'anidride carbonica nell'atmosfera ha raggiunto la concentrazione media di 400 parti per milione (ppm). Stando alle previsioni dell'Organizzazione meteorologica mondiale (OMM), le concentrazioni di CO2 resteranno al di sopra di 400 ppm per l'intero 2016 e non scenderanno sotto questo livello per molte generazioni. Al raggiungimento di questi valori record di questo anno ha contribuito il fenomeno climatico El Niño, a causa della siccità e degli incendi associati nelle foreste del sudest asiatico che il fenomeno ha indotto.

mercoledì 19 ottobre 2016

Luca Mercalli a tutto campo


Climatologo, presidente della Società Meteorologica Italiana, saggista, giornalista scientifico, conduttore televisivo e docente. Luca Mercalli, tra i più attivi responsabili nella diffusione delle informazioni su cambiamenti climatici e transizione energetica, è stato ospite alcuni giorni fa della trasmissione radiofonica della RSI  “Ogni maledetto sabato” per parlare delle sue ricerche in climatologia alpina, glaciologia e paleoclimatologia, della rivista Nimbus che ha fondato oltre 20 anni fa e dei suoi reportage e documentari sui mutamenti climatici.

QUI si può riascoltare la trasmissione.

venerdì 16 settembre 2016

O sole mio...


Uno studio condotto da una giovane dottoranda dell’Università Statale di Milano, in collaborazione con altri enti, mostra una diminuzione della radiazione solare nei decenni ’60‐’80, seguita da una forte crescita negli ultimi trent’anni. L’andamento riflette quello delle emissioni inquinanti: grazie ai provvedimenti adottati negli ultimi anni per ridurle, migliora sensibilmente la trasparenza della nostra atmosfera alla radiazione solare, facendo sì che anche aree caratterizzate tradizionalmente da un’elevata torbidità atmosferica siano oggi molto più “luminose”.

lunedì 12 settembre 2016

Il clima scatena la guerra

La linea dell'aridità, individuata dall'architetto israeliano Eyal Weizman

L’immagine mostra la linea dove cadono 200 mm di precipitazioni medie annue, le macchie rosse sono le zone più colpite dai bombardamenti occidentali. Questo è il limite per una produzione di grano su larga scala (senza irrigazione). Appare evidente che le zone all’interno di questo confine non hanno una produzione agricola sufficiente e che in quelle zone, in presenza di popolazioni numerose, si soffre la fame.

venerdì 1 luglio 2016

Mal d'Antartide

Tramonto in Antartide (Chiara Montanari)



Primo importante inizio della riduzione del buco dell'ozono al di sopra dell'Antartide: "un traguardo storico", come è stato definito dagli studiosi, come risulta dai dati della ricerca coordinata dal MIT e pubblicati su Science. I ricercatori hanno passato in esame tutte le misure rilevate dal 2000, anno in cui era stato raggiunto il picco, a oggi, combinando quelle dirette con quelle calcolate da modelli. Questo lavoro ha permesso di rilevare segnali di una progressiva riduzione, in particolare nel mese di settembre. Gli esperti hanno inoltre preso in considerazione il ruolo giocato da fattori naturali sullo strato d’ozono, come le eruzioni vulcaniche, ai quali si deve la grande variabilità osservata negli ultimi anni.