mercoledì 4 gennaio 2017

Clima e mercato finanziario


Guest post di Barbora Neveršil \ Ufficio federale dell'ambiente (UFAM)

Le decisioni prese oggigiorno in materia di investimenti, ad esempio relativi all’approvvigionamento energetico, contribuiscono a determinare l’andamento futuro delle emissioni di gas serra. Firmando l’Accordo di Parigi sul clima nel 2015, la comunità internazionale si è posta l’obiettivo di indirizzare anche i flussi generali di capitali in investimenti più rispettosi del clima. Si vuole così cogliere l’obiettivo di aumentare gli investimenti in tecnologie e vettori energetici orientati al futuro e meno climalteranti. Una volta chiarito come gli investimenti e i finanziamenti influiscono sul clima, tutti saranno in grado di prendere decisioni rilevanti in tale ambito.


I flussi finanziari comprendono i patrimoni amministrati in Svizzera e a fine 2013 ammontavano a oltre 6000 miliardi di franchi. Provengono tra l’altro da risparmi privati depositati in banche, da capitali assicurativi o da contributi previdenziali gestiti da casse pensioni e AVS. Che gli istituti finanziari desiderino investire il denaro in modo il più possibile redditizio è ovviamente nell’interesse dei risparmiatori e della previdenza per la vecchiaia. Le decisioni prese in materia di investimento non tengono tuttavia quasi mai conto dell’impatto che hanno sul clima. Con il solo patrimonio in azioni estere le casse pensioni svizzere finanziano oggi imprese che emettono ogni anno 6,4 tonnellate di CO2 equivalenti per persona assicurata. Ciò equivale circa alla quantità di emissioni prodotte in Svizzera pro capite con il riscaldamento delle case, i gas di scarico delle automobili ecc. Per i prestiti aziendali il quadro è simile.


Rendimenti delle strategie di investimento rispettose del clima
Un nuovo studio dell’UFAM (2016) mostra che le emissioni legate agli investimenti finanziari possono essere ridotte dal 10 al 90 per cento. Oggigiorno vi sono già indici rispettosi del clima che applicano strategie di questo genere. In dieci degli undici casi analizzati il rendimento è risultato elevato. Otto delle undici strategie rispettose del clima hanno ottenuto un miglior rapporto rischio-rendimento rispetto agli indici di confronto convenzionali.
Oltre all’intensità delle emissioni, gli investitori potrebbero interessarsi anche alle intenzioni future delle imprese in cui investono. Per le imprese in settori importanti per il clima sono disponibili nuovi modelli per determinare la compatibilità con il clima. Secondo le indicazioni fornite dall’indagine, anche le strategie che si basano su questi modelli producono rendimenti conformi al mercato.

Flussi finanziari compatibili con il clima
Sono compatibili con il clima gli investimenti e i finanziamenti conformi all’obiettivo climatico fissato a livello internazionale di contenere il riscaldamento globale al di sotto di 2 gradi. Studi dell’UFAM hanno mostrato che le modalità di investimento adottate oggigiorno contribuiscono a un riscaldamento da 4 a 6 gradi. Per cambiare questa situazione un certo numero di attori dei mercati finanziari dovrebbe voler effettivamente contribuire alla salvaguardia del clima e perseguire apposite strategie. Ciò implica un rilevamento sistematico di informazioni sull’impatto che investimenti finanziari, partecipazioni e finanziamenti aziendali causano sul clima.

La Confederazione svizzera sostiene metodi di misurazione standard
Finora nessuno standard di misurazione comparabile a livello internazionale della compatibilità con il clima è riuscito a imporsi. La validità dei prodotti disponibili si differenzia a seconda del metodo di misurazione. Una buona panoramica sui diversi approcci per la trasparenza in materia climatica nel mercato finanziario è data dal rapporto «Trails for Climate Disclosure» del think tank internazionale 2° Investing Initiative.
La Confederazione sostiene gli sforzi internazionali volti a sviluppare parametri di misurazione standard. In tal modo l’opinione pubblica può farsi un’idea uniforme degli effetti indiretti che gli investimenti e i finanziamenti esercitano sul clima. La Confederazione sostiene anche gli sforzi del settore intesi a spingere la piazza finanziaria svizzera verso la sostenibilità.
Concretamente, nel 2017 l’UFAM offrirà la possibilità a tutte le casse pensioni e assicurazioni di far esaminare gratuitamente e su base volontaria la compatibilità con il clima dei loro prestiti azionari e aziendali. Questi test pilota saranno eseguiti applicando un modello elaborato in particolare con fondi dell’UE destinati alla ricerca e già utilizzato da oltre 100 investitori. Dopo la realizzazione sarà messo a disposizione gratuitamente quale modello senza licenza.

Rischi delle scelte di investimento attuali
Gli effetti dovuti al cambiamento climatico, come le piene e i periodi di canicola, possono interessare i valori patrimoniali (rischi climatici fisici). Se si adottano misure a livello globale (ad es. una tassa sul CO2) volte a limitare o rincarare direttamente il consumo di energie fossili, il valore delle imprese interessate diminuisce (rischi di transizione). Secondo un rapporto di PRI, Global Compact e UNEP-FI, la presa in considerazione di rischi a lungo termine come i cambiamenti climatici rientra nel dovere fiduciario della diligenza degli investitori. Se tale dovere non è rispettato i danni causati dal cambiamento climatico possono esporre gli investitori a richieste di risarcimento di danni (rischi di responsabilità).

Sforzi nazionali e internazionali
In Francia gli investitori istituzionali saranno obbligati a partire dal 2017 a rendere conto della compatibilità con il clima dei loro investimenti finanziari e delle loro strategie in materia di clima. La Svezia, ad esempio, è stata particolarmente attiva nell’ambito dell’emanazione di raccomandazioni statali. Dal canto loro, le autorità di vigilanza della Banca d’Inghilterra mettono in guardia i membri di consigli di amministrazione di istituti finanziari e assicurativi sui potenziali rischi di responsabilità.
Il gruppo dei G20 ha istituito nel 2016, sotto la presidenza cinese, un «Green Finance Study Group». Il Financial Stability Board FSB ha creato, affidandone la direzione al settore privato, una Task Force on Climate-related Financial Disclosures, la quale elabora raccomandazioni da applicare per rendere pubblici su base volontaria i rischi in materia di clima legati agli investimenti finanziari. I lavori sono seguiti dalla Segreteria di Stato per le questioni finanziarie internazionali SFI.
Nel 2014 è stata fondata l’associazione Swiss Sustainable Finance, il cui scopo è rafforzare con informazioni e promuovendo corsi di formazione, la posizione della Svizzera sul mercato mondiale della finanza sostenibile. Inoltre, nell’ambito di un’inchiesta condotta dal programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (UNEP Inquiry), diversi attori svizzeri hanno raccolto, sotto la direzione dell’UFAM, proposte per un sistema finanziario più rispettoso delle esigenze ambientali.

domenica 1 gennaio 2017

Pericolosa siccità

Adelboden, Oberland bernese, fine dicembre 2016


Ben presto la siccità verrà considerata un pericolo naturale in Svizzera.

Di fronte al surriscaldamento climatico, l'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) intende dotarsi di strumenti per meglio predire i periodi di siccità e migliorare la prevenzione degli incendi di boschi.
Finora, la Svizzera conosceva pochi periodi senza pioggia, ma l'aumento della temperatura globale rischia di rendere più frequente questo fenomeno (vedi anche qui).

sabato 31 dicembre 2016

Un brindisi lungo...un secondo (in più)

In questa notte di San Silvestro si potrà festeggiare un secondo in più: l’ultimo minuto della prima ora del 2017 durerà infatti 61 secondi allo scopo di sincronizzare il tempo astronomico con quello misurato con enorme precisione dagli orologi atomici.
La Terra attualmente ruota su se stessa un po’ più lentamente. Per questo motivo nella notte che segna il passaggio dall’anno vecchio all’anno nuovo è stato aggiunto un cosiddetto «secondo intercalare» che, da noi, sarà inserito il primo gennaio alle 00:59:59.
Il tempo di riferimento, che dà il tempo per tutti i fusi orari, detto più precisamente «tempo universale coordinato» (Universal time coordinated, UTC), viene calcolato dall’Ufficio internazionale dei pesi e delle misure di Parigi a partire dai dati di circa 350 orologi atomici di 60 laboratori di riferimento sparsi in tutto il mondo. Anche cinque orologi atomici dell’Istituto federale svizzero di metrologia (METAS) di Berna forniscono un contributo all’UTC.

giovedì 27 ottobre 2016

Chomsky sull'America e il GW


È considerato il maggior linguista vivente e il più influente intellettuale al mondo. Malgrado i suoi 88 anni, Noam Chomsky rimane al fronte intervenendo con regolarità su questioni accademiche nel campo della linguistica e soprattutto sulle vicende politiche che vedono impegnate la superpotenza americana, che il professore del MIT considera senza indulgenza alcuna come all’origine di molti dei mali e di molte delle guerre che attanagliano intere regioni del pianeta. 

In questa intervista realizzata dal giornalista Roberto Antonini per la trasmissione radio della RSI "Laser" l’intellettuale di Boston si sofferma sull’attualità politica, affrontando questioni legate al controverso bilancio della presidenza Obama e alla tornata elettorale 2016 che presenta aspetti di grande rilevanza e candidati dal profilo inedito. Cosa e chi rappresenta Donald Trump? Perché molto americani lo hanno scelto? E cosa porterà al mondo, in caso di vittoria, Hillary Clinton, nota per la sua impostazione aggressiva in politica estera? Un’occasione dunque per sentire una delle voci più influenti della nostra epoca. E per me che lo leggevo già una trentina di anni fa, un vero piacere riascoltarlo.

mercoledì 26 ottobre 2016

"Ci ho due", ne bastava uno

ClimateInteractive.org

Per la prima volta a livello globale, nel 2015 l'anidride carbonica nell'atmosfera ha raggiunto la concentrazione media di 400 parti per milione (ppm). Stando alle previsioni dell'Organizzazione meteorologica mondiale (OMM), le concentrazioni di CO2 resteranno al di sopra di 400 ppm per l'intero 2016 e non scenderanno sotto questo livello per molte generazioni. Al raggiungimento di questi valori record di questo anno ha contribuito il fenomeno climatico El Niño, a causa della siccità e degli incendi associati nelle foreste del sudest asiatico che il fenomeno ha indotto.

mercoledì 19 ottobre 2016

Luca Mercalli a tutto campo


Climatologo, presidente della Società Meteorologica Italiana, saggista, giornalista scientifico, conduttore televisivo e docente. Luca Mercalli, tra i più attivi responsabili nella diffusione delle informazioni su cambiamenti climatici e transizione energetica, è stato ospite alcuni giorni fa della trasmissione radiofonica della RSI  “Ogni maledetto sabato” per parlare delle sue ricerche in climatologia alpina, glaciologia e paleoclimatologia, della rivista Nimbus che ha fondato oltre 20 anni fa e dei suoi reportage e documentari sui mutamenti climatici.

QUI si può riascoltare la trasmissione.

venerdì 16 settembre 2016

O sole mio...


Uno studio condotto da una giovane dottoranda dell’Università Statale di Milano, in collaborazione con altri enti, mostra una diminuzione della radiazione solare nei decenni ’60‐’80, seguita da una forte crescita negli ultimi trent’anni. L’andamento riflette quello delle emissioni inquinanti: grazie ai provvedimenti adottati negli ultimi anni per ridurle, migliora sensibilmente la trasparenza della nostra atmosfera alla radiazione solare, facendo sì che anche aree caratterizzate tradizionalmente da un’elevata torbidità atmosferica siano oggi molto più “luminose”.

lunedì 12 settembre 2016

Il clima scatena la guerra

La linea dell'aridità, individuata dall'architetto israeliano Eyal Weizman

L’immagine mostra la linea dove cadono 200 mm di precipitazioni medie annue, le macchie rosse sono le zone più colpite dai bombardamenti occidentali. Questo è il limite per una produzione di grano su larga scala (senza irrigazione). Appare evidente che le zone all’interno di questo confine non hanno una produzione agricola sufficiente e che in quelle zone, in presenza di popolazioni numerose, si soffre la fame.